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La vita

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 10 Dicembre 2015
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All'inizio del secolo scorso Capriana era famoso perché qui nacque, visse e morì MARIA DOMENICA LAZZERI, chiamata dalla gente "Beata Meneghina". Nacque il 16 marzo 1815, visse per 14 anni immobile nel suo letto di dolore, senza bere né mangiare, stimmatizzata, e morì a 33 anni il 4 aprile 1848. Tutti i venerdì sanguinava copiosamente dalle ferite delle mani, dei piedi, del costato e dai 40 e più' fori della testa.

Possedeva doni quali l'ubiquità, la preveggenza, la conoscenza di lingue mai studiate, e "sentiva" stando nel suo letto, ciò che veniva detto a grandi distanze (le omelie della S. Messa oppure le bestemmie e malignità su Dio e su di lei).
Venne visitata da illustri personaggi, provenienti dall'Italia, Francia, Inghilterra perfino dall'Australia. Beda Weber, Anatole de Segur, Ernesto de Moj, Beda Polding, Streiter, Connely, Cazales, il conte Shrewsbury, l'Arcivescovo di Sydney, Antonio Rosmini, questi solo alcuni dei nomi. Dottori, religiosi cattolici e non, filosofi e gente comune, tutti si staccavano da lei, colmi di serenità, pace, edificati e redenti, convinti della sua santità. E ognuno di loro lasciò una testimonianza scritta di ciò a cui avevano assistito.
Dopo anni di oblio e silenzio, il 4 aprile 1995 l'Arcivescovo di Trento Giovanni Maria Sartori ha celebrato nella Chiesa di Capriana l'apertura del processo di Beatificazione della Serva di Dio MARIA DOMENICA LAZZERI, "l'Addolorata di Capriana".