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Chiesa parrocchiale

di Giovedì, 10 Dicembre 2015

dedicata a S.Bartolomeo e S.Lazzaro, consacrata nel 1216, devastata da un primo incendio nel 1758, e da un secondo il 3 agosto del 1861. Venne ricostruita più grande e a tre navate, nel 1865. La Pala dell'altare maggiore, rappresenta la Resurrezione di Lazzaro, ed è una pregevole opera di un pittore anonimo, copia di una ben più importante di Sebastiano Del Piombo conservata alla National Gallery di Londra.  

 Recentemente restaurata.

Le volte della chiesa sono completamente affrescate, guardando in alto è come perdersi in una scenografia senza tempo. Il pittore Metodio Ottolini (Aldeno1882-Trento1958) che affrescò le volte della chiesa nell’anno 1928, seppe dare al suo lavoro un'impronta iperrealista colma di simbolismi colti. I suoi santi, gli angeli, gli evangelisti prendono corpo e si stagliano chiari tra cieli limpidi e paesaggi di pace semplice e bucolica.

Prima di accingersi al lavoro di affrescatura l'Ottolini raffigurò quelli che dovevano diventare gli affreschi, su otto tele in dimensioni ridotte, dipinte con la tecnica ad acquerello. Tali miniature sono conservate ed esposte nella Sala Consigliare del Comune.

Il fregio che sovrasta il Fonte battesimale, è invece opera giovanile del pittore contemporaneo Paolo Vallorz, e rappresenta lo Spirito Santo in forma di colomba.

La parete destra della chiesa è ornata da una scultura a ricordo dell'addolorata di Capriana, opera dell'artista fiammazzo Tisti Daprà.

Il viale antistante la chiesa, contornato da vecchi ippocastani, è lastricato con i sassi del fiume Avisio. Fatto nel 1898, dai paesani, che portarono a gerla tutti sassi occorrenti.