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Storia
Ma non tutti pagavano uguale, a Rover-Carbonare per esempio, dovevano al loro Signore 4 staia di mosche (per i falchetti del conte). Al maso Prà, tutti gli affitti erano condonati. Si presume che dovesse esserci un convento, perché solo i conventi o gli eremi erano esenti dal pagamento degli affitti. Il 5 gennaio 1231 il Conte Ulrico di Ultimo vendette tutti i suoi beni, tra cui anche Caverlana, a Gherardo Principe Vescovo di Trento, ma già nel 1232 passarono ad Alberto III del Tirolo. Questa famiglia ne mantenne il possesso per secoli. In nessun documento, dal 1231 al 1248, appare che gli abitanti di
Cauriana, siano stati servi della gleba, essi furono liberi coltivatori
, in rapporto solo di affittuari dei masi, con il loro padrone. I
territori di Caverlana potevano essere venduti o ceduti, come in effetti
avvenne più volte, ma non venivano venduti gli abitanti. Essi erano
solo tenuti a pagare l’affitto annuale al loro signore; inoltre erano
liberi di godere dei campi, prati e boschi, come volevano; liberi di
cacciare e di pescare; con la sola prescrizione dei boschi dei Gagi, che
erano di esclusiva proprietà dei Signorotti. I capi famiglia eleggevano
ogni anno un loro rappresentante detto Giurato che partecipava alle
sedute del Tribunale Civile e Penale che si tenevano a Castello alla
presenza del Gastaldo di Egna, Vicario del Conte del Tirolo e del
"Decano" eletto dai capi famiglia di Castello. Ai Giurati
spettava anche il compito di riscuotere gli affitti e di mantenere
l'ordine nelle rispettive "Regole". Questo durò fino al 1850,
quando i beni vennero affrancati dagli ultimi proprietari gli
Zenobio-Albrizzi di Venezia. Capriana era già un Comune a se stante, con un proprio territorio ed una propria amministrazione, mentre Rover e Carbonare facevano ancora parte dell’amministrazione di Castello, poi furono integrati al nostro territorio. Eravamo sotto la giurisdizione Austriaca. Per un lungo periodo ci fu relativa calma, fino allo scoppio della I° guerra mondiale. Anche Capriana pagò un alto prezzo di vittime: E poi ci fu la II° guerra mondiale; i morti furono un po’ meno: Ma all’avvento dell’era fascista, ci fu un cambiamento nell’amministrazione locale, infatti Benito Mussolini, ordinò l’unione del comune di Capriana con il comune di Anterivo. Esperimento pessimo, anche per la diversità esistente tra la gente dei due paesi, l’uno italiano, l’altro tedesco. Per fortuna la cosa non durò molto, e con la fine della guerra nel 1946 , i due comuni tornarono alla loro primitiva identità. Ora Capriana è un paese della Valle di Fiemme, appartenente al Comprensorio C1, provincia di Trento, nella regione Trentino Alto Adige.
Date importanti: Nel 1216 venne costruita la prima chiesa. Nel 1758 il primo incendio. Nel 1815 nasce Maria Domenica Lazzeri. Nel 1836 la prima epidemia di colera, pochissime vittime. Nel 1848 muore Maria Domenica. Nel 1855 la seconda epidemia di colera, 12 vittime. Vennero sepolte in un cimitero apposito; ancora adesso la località viene chiamata il Colera. Nel 1861 l’ultimo incendio. (in 15 anni ci furono 8 paurosi incendi) Nel 1865 costruzione della nuova chiesa. Nel 1875 la consacrazione della nuova chiesa. Nel 1899 fondazione dell’asilo infantile. Nel 1897 venne fondata la Famiglia Cooperativa. Nel 1901 venne costruita la strada di collegamento tra Cembra e Molina di Fiemme. Nel 1901 venne fondata la Cassa Rurale. Nel 1908 venne costruito l’acquedotto comunale. Nel 1928 gli affreschi della chiesa e l’acquisto delle campane. Nel 1928 fu istallata la pubblica illuminazione. Nel 1943 inizio dei lavori per la costruzione della nuova scuola. (sospensione causa la guerra) Nel 1951 inaugurazione della scuola. Nel 1951 sondaggi per la costruzione della diga di Stramentizzo. Nel 1952 inizio lavori diga, il cantiere e le baracche sono a Rover. Nel 1956 fine dei lavori, la diga comincia a produrre energia. Nel 1966 l’alluvione, a Rover ci sono tre morti, il paese viene abbandonato. |
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